Il buco finora accertato, e non ancora definitivo fino in fondo, obbligherà a un piano di rientro oneroso per le casse della Regione, ma - è stato evidenziato nel dibattito, svoltosi in un agriturismo nei pressi di Catanzaro, nel quale sono intervenuti in tanti - è questa l'occasione per uscire da una crisi che viene da lontano e assicurare un futuro di qualità alla rete di assistenza: la Regione costruirà, manterrà e potenzierà presidi ospedalieri in grado di dare risposte assistenziali di qualità, per evitare anche la costosa emigrazione sanitaria, ne trasformerà altri in Case della salute e Utap, idonee ad assicurare il miglior decentramento possibile ed essere così 'dentro' i problemi sanitari del territorio, realizzerà una rete di medicina di base che dovrà fare da filtro per gli ospedali, evitando così il peso dei ricoveri impropri sui bilanci.
Pur con una analisi a volte spietata ma con la consapevolezza di trovarsi davanti a un problema da risolvere tutti assieme, è stato tracciato un percorso che da qui a un mese dovrebbe portare il Consiglio regionale non solo ad autorizzare il piano di rientro - Loiero, nell'incontro di ieri a Palazzo Alemanno, ha avuto il sostanziale via libera della minoranza - ma ad accompagnarlo con un pacchetto di norme per far si che la qualità nelle strutture assistenziali diventi pratica quotidiana.
Si è parlato di 'incontro inedito e importante perché il tema è di estrema delicatezza e ai calabresi dobbiamo dare risposte in positivo' (Marco Minniti), di 'cultura della responsabilità per non far morire la Calabria' (Franco Pacenza), di 'sfida difficile che impone interventi strutturali (Liliana Frascà), di 'controlli, equilibrio finanziario e di efficienza che bisogna coniugare (Sandro Principe), della necessità di 'far tornare il sistema sanitario alla sua funzione, quella di curare la gente' (Michelangelo Tripodi), fermo restando - Tripodi, Nino De Gaetano e altri - che non solo il settore pubblico ma anche quello privato deve essere interessato nella rimodulazione dell'offerta sanitaria.
E Demetrio Battaglia ha insistito sulla mancanza di strumenti di controllo, aggiungendo però che il piano di rientro 'è un'operazione che non possiamo rinviare e che può tradursi in un'occasione di rilancio della Sanità calabrese'.
Fonte: http://www.giornaledicalabria.it/index.php?categoria=HOMEPAGE&id=67143&action=mostra_primopianoassistenza, Catanzaro